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Oscillofono

 

OscillofonoPresso la Sezione A.R.I. di Senigallia abbiamo iniziato un corso di telegrafia. Ormai abolita la necessità dell'esame atto a comprovare la conoscenza del CW per ottenere la patente di radio operatore, il corso si è rivolto a coloro che, o  abbandonata la telegrafia dopo il superamento dell’esame, o che mai si sono accostati al codice Morse, mostrano invece oggi interesse a tale modo di comunicare.  

Ovviamente dopo il reperimento di un tasto telegrafico, si è presentata la necessità di un oscillofono che riproducesse la nota. Dopo una rapida ricerca in Rete, il primo esemplare realizzato consisteva in un oscillatore audio ottenuto con un integrato, NE555 in configurazione multivibratore astabile. Anche se dotato della possibilità di regolare la frequenza della nota generata, da subito diversi ‘allievi’ segnalarono la sgradevolezza della nota. Il circuito infatti è un generatore di onde quadre senza alcun filtro in uscita, dunque assai lontano da una nota ‘pura’. 

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Considerando già il notevole impegno dell’orecchio durante il corso si è ripresa la ricerca in rete di qualche schema di oscillatore ma questa volta non di onde quadre ma sinusoidale. La scelta è caduta su una tipologia di oscillatore denominato Doppio T (T-Twin), dove la rete di retroazione, che determina la frequenza di funzionamento, è realizzata con tre condensatori e tre resistori. Questa tipologia di oscillatore genera un onda a bassissima distorsione. L’elemento attivo è un transistor, un secondo transistor è usato come separatore, cui segue un piccolo amplificatore di bassa frequenza, realizzato con un circuito integrato tipo LM386, così da poter pilotare direttamente un altoparlante. Lo schema è visibile nella figura che segue.

Partendo dallo schema si sono realizzati due diversi circuiti stampati: il primo denominato v6 con tutti componenti tradizionale del tipo True Hole (foro passante). Il secondo tipo denominato v5 in tecnologia mista: tutti i componenti passivi classici a foro passante, il circuito integrato ed i transistors in smd. La motivazione di quest’ultima scelta è da ricercarsi da un lato per permettere di avvicinarsi alle moderne tecnologie a montaggio superficiale, con una realizzazione semplice, mantenendo però, con l’uso di componenti tradizionali di dimensioni assai più generose degli equivalenti in smd, una relativa facilità nello sbroglio del circuito stampato monofaccia. Nel montaggio della versione v5 stagnare preventivamente le piazzole che dovranno accogliere i componenti smd, quindi posizionare accuratamente i componenti e saldare semplicemente appoggiando la punta del saldatoio, leggermente bagnata di stagno, sul pin da saldare. Prestare attenzione all’orientamento del circuito integrato. I più pignoli prestino attenzione alla Nota 1 riportata sullo schema. Regolando opportunamente il valore del resistore R4 è possibile scendere agevolmente a coefficienti di distorsione inferiori all'uno percento (4..6 per mille). Consiglio di partire con un valore di 20 kohm. Nella peggiore delle ipotesi la distorsione risulta contenuta entro il 3%. Mettendo in parallelo a R4 un altro resistore (180.. 330 kohm) la distorsione diminuisce. Attenzione che al di sotto di certi valori di R4 l'oscillazione si spegne! Con R10 è possibile da regolare il volume ad un livello ottimale senza eccedere per non aumentare la distorsione. L’altoparlante viene connesso su J1, l’alimentazione, 12 Vcc su J2, attenzione alla polarità.

 A puro titolo di curiosità, si è osservato lo spettro, tramite SpectrumLab, del segnale generato, sia dal primo oscillofono ad onda quadra, sia dei successivi prototipi v5 realizzati.

Ogni commento in merito è superfluo. Buona costruzione

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